Professioni sostenibili: cosa fa il Sustainability Consultant

Questa figura professionale guida le aziende nel monitoraggio ambientale e nell’introduzione di pratiche produttive più efficienti. Un ruolo altamente specializzato che sarà sempre più richiesto dalle imprese di ogni settore

Oggi le aziende hanno iniziato a rendersi conto della necessità di inserire il criterio della sostenibilità ambientale tra le principali linee guida della propria attività. Le realtà più strutturate e avanzate sono già dotate di una divisione Sustainability che si occupa di analisi e implementazione di strategie di sostenibilità, climate change, stakeholder engagement, redazione di bilanci di sostenibilità, verifiche di conformità a principi e linee guida internazionali.

Tuttavia, la maggior parte delle imprese, specialmente in Italia, non dispone ancora al proprio interno delle competenze necessarie per mettere in pratica in modo sistematico queste procedure. Per questo esiste la figura del Sustainability Consultant, o Sustainability Advisor (anche se chiamati in modo diverso, i due ruoli professionali si equivalgono). Un consulente che aiuta le aziende a diventare più green, in particolare nell’ottica di rendere quanto più circolare la propria catena produttiva, e responsabili dal punto di vista sociale e ambientale, proponendo soluzioni praticabili per le diverse esigenze delle persone, dell’ambiente, dello sviluppo del business.

Chi è il Sustainability Consultant o Sustainability Advisor

Il Sustainability Consultant o Sustainability Advisor è un consulente che guida le aziende nell’individuazione di pratiche sostenibili. Ogni attività, dalla produzione alla distribuzione, viene valutata in relazione all’impatto ambientale. Un Sustainability Consultant può suggerire i più recenti standard ingegneristici nell’ambito dell’edilizia, le modalità per raggiungere la carbon neutrality. Pratiche più efficienti nella gestione dei rifiuti o le opportunità per passare all’uso di fonti di energia rinnovabili o pulite. Può essere coinvolto in tutte o in alcune fasi di un progetto, dalla pianificazione alla costruzione, dalla bonifica al restauro. Può supportare l’azienda nello sviluppo di network progettuali con realtà corporate e/o istituzionali finalizzati alla creazione di valore aggiunto per la comunità. Così come nelle opportunità offerte dai fondi pubblici a supporto della rivoluzione green.

Le principali attività

Il Sustainability Consultant aiuta a concettualizzare, coordinare e supervisionare le pratiche legate alla sostenibilità. Può lavorare come project manager, sviluppatore aziendale e formatore di team interni. Nel settore edile, ad esempio, ha una conoscenza approfondita dell’edilizia e dei principi di efficienza energetica. Nella sua attività quotidiana interagisce con diversi soggetti, come sviluppatori, architetti e ingegneri. Il Consulente per la Sostenibilità può svolgere differenti mansioni in base al contesto in cui l’azienda opera. Alcune, tuttavia, sono trasversali al settore di appartenenza. Tra queste:

  • sviluppare studi e progetti di valutazione dell’impatto ambientale e sociale
  • redigere la relativa documentazione tecnica
  • attività di raccolta dati per il reporting, il bilancio di sostenibilità, ESG (Environmental, social and corporate governance) e richieste da parte degli stakeholder
  • gestire gli aspetti ambientali critici per garantire la conformità a tutte le normative applicabili
  • definire, coordinare e attuare il piano di monitoraggio ambientale
  • identificare e sviluppare nuove opportunità, proposte tecniche e stime dei costi
  • ridefinire i processi in chiave circolare
  • individuare le modalità di passaggio ad energie alternative e a pratiche che consentano di ridurre l’inquinamento ambientale e acustico, l’utilizzo dell’acqua, le emissioni di carbonio
  • supportare le funzioni aziendali preposte alla comunicazione interna ed esterna delle tematiche di sostenibilità.

Competenze e percorsi formativi

Il Sustainability Consultant deve essere guidato da una forte motivazione verso i temi legati a responsabilità sociale d’impresa, climate change e sostenibilità. Le competenze richieste sono piuttosto diversificate e complesse. Al Sustainability Consultant è richiesta una buona conoscenza del settore energetico (gas, petrolio, rinnovabili), dei materiali e degli inquinanti, nonché dei protocolli e delle normative nazionali e internazionali in materia. Oltre a solide competenze di base in ambito economico e finanziario. Il Sustainability Consultant deve anche saper utilizzare diversi strumenti tecnologici. In alcuni casi, è richiesta la conoscenza di software per la modellazione 3D, indispensabili per sviluppare progetti complessi.

Per quanto riguarda il percorso formativo, un’ottima base di partenza è sicuramente un corso di Laurea in Ingegneria ambientale. Oggi, anche in Italia, esistono inoltre master e corsi di specializzazione mirati, orientati prevalentemente alla dimensione economica e manageriale. In questi ambiti tematici specifici, tra gli altri, ci sono ad esempio l’Executive Master in Sustainability and Business Innovation di Bologna Business School o il Master Strategie di Sostenibilità Aziendale di 24 ore Business School. Normalmente, anche dopo un percorso formativo specifico, è necessario acquisire esperienza sul campo, partendo con stage e posizioni junior. Questo periodo iniziale è utile per individuare i settori di maggiore interesse nei quali specializzarsi, per poi approdare a ruoli manageriali o alla libera professione.

Qualità e skills

Quali qualità e skills sono richieste a un Sustainability Consultant?  Oltre alle capacità tecniche, sicuramente competenze trasversali nell’ambito della comunicazione, gestione, pianificazione e definizione delle priorità. Si tratta di un campo in continua evoluzione, dove subentrano nuovi argomenti e vengono costantemente apportate modifiche ai modelli esistenti. Quindi i consulenti devono essere in grado di adattarsi e di apprendere rapidamente e in autonomia. La società Alpin ha chiesto ai propri dipendenti che ricoprono questo ruolo di classificare le abilità più importanti. Al primo posto si colloca la competenza specialistica, a poca distanza la volontà di apprendere seguita da competenze relazionali, problem solving e abilità comunicative.

@Alpin